Gita in barca


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Escursioni in barca lungo la costa

 

Grotta Palazzese o Grotta del Palazzo: Chiamata così da quando i marchesi Leto, feudatari di Polignano, la inclusero agli inizi del XVIII secolo nei beni della famiglia, la grotta Palazzese rappresenta un po’ l’emblema cittadino. La Palazzese è la maggiore di tutte le grotte costiere. Si può accedere alla grotta sia da terra, attraverso una stretta scalinata scavata artificialmente nella roccia su commissione della famiglia dei marchesi Leto, sia dal mare tramite due portali naturali che si allargano all’interno per congiungersi nell’ampia caverna centrale. Una grande terrazza, ricavata su un’arcata naturale, permette ai visitatori di ammirare in tutta la sua maestosa bellezza, questa meraviglia marina stupendamente scolpita nel corso dei millenni dall’azione demolitrice del mare. All’interno si trova un vastissimo ambiente semicircolare, del diametro di ben 30 metri , comunicante con un secondo ambiente di minori dimensioni con sbocco al mare e piccola spiaggia ciottolosa sul fondo.

xDSC03441Nella Grotticella Sotto Favale, il fondo del mare è letteralmente invaso da enormi massi di crollo che costituiscono un ideale habitat naturale di pesci, come viene dimostrato dai pazienti pescatori che hanno la consuetudine di trascorrere parte del loro tempo libero su questo tratto di costa. Sempre a proposito della piccola Grotticella Sotto Favale, furono rinvenuti alcuni frammenti di grosse dimensioni di vasi vinari risalenti ad età romana, a conferma della presenza di un’antica colonia romana produttiva a Polignano.

Continuando nell’escursione ci imbattiamo nella Grotta Ardito, è una grotta di notevoli dimensioni situata al di sotto della grande balconata di Largo Ardito. Scavata e costruita dal sacerdote Giuseppe Ardito, nell’anno 1824, la piccola casetta che oggi dà il nome alla grotta sottostante, regolava l’accesso da terra della grotta con quarantotto scalini ricavati nel silice.
Le escursioni di Sofia offrono l’occasione di tuffarsi e immergersi nelle acque dipinte di blu di fronte al bastione di Santo Stefano, di origine Saracena, che sovrasta lama Monachile e la sua famosissima spiaggia, creando così lo scorcio più fotografato di Polignano.

xDSC03369L’isola di San Paolo si trova a circa 300 metri dalla scogliera di Polignano, nella periferia a sud della città e si eleva per circa 20 metri sul livello del mare. Agli abitanti del luogo è noto come “Scoglio dell’Eremita” poichè, secondo la leggenda, vi si sarebbe stabilito un uomo che aveva deciso di vivere lontano dal mondo.
Sulla sommità vi sono le rovine di una cappella dedicata a S. Antonio Abate (1612). Sullo scoglio sono ancora visibili le rovine del pozzo per la raccolta dell’acqua piovana e una croce in ferro che venne fissata da alcuni missionari nel 1901 in occasione delle feste centenarie in onore del santo patrono San Vito Martire.

La Grotta dei Colombi, in realtà una vera e propria caverna, oltre ad essere una delle più grandi, è sicuramente una delle più interessanti anche per il ritrovamento di numerosi reperti neolitici. La grotta, di suggestiva bellezza, tanto da essere di frequente ritratta da pittori locali e non solo, può dividersi in tre parti distinte, di cui una accessibile solo attraverso cunicoli sommersi.

Lungo i 12 km di costa del territorio di Polignano a Mare sono presenti alcune torri costiere, elementi chiave di un razionale sistema difensivo e territoriale fatto realizzare dopo il 1529, in seguito ai numerosi attacchi pirateschi che interessarono quest’area.
La torre saracena, detta Torre di San Vito nell’omonima frazione e Torre Incina, al confine con il territorio di Monopoli, sono tuttora visibili e conservano in buona parte integra la struttura muraria.

DSC02941Il territorio di Polignano a Mare è caratterizzato da un interessante sistema di lame, insenature scavate nel terreno, perpendicolari alla linea di costa, larghe non più di 100 – 150 metri e lunghe fino a 3 chilometri.  La più famosa è Lama Monachile, ammirabile da alcune balconate del centro storico e dal ponte che la sovrasta, offre ai visitatori un paesaggio di rara bellezza che ha reso la città di Polignano a Mare famosa in tutto il mondo. La Lama, antico solco di un fiume ormai scomparso, rappresenta inoltre un patrimonio storico-culturale di notevole interesse; si tratta infatti dell’antico porto della città e presenta numerosi elementi risalenti all’ Impero Romano, come la Via Traiana.

DSC03534A nord della cittadina, tra Cala Paura e Lama Monachile, troviamo il Grottone, sede di due piccole grotte. La prima, il Grottone di Cala Paura, è un modesto riparo sotto roccia scavato in una potente breccia. Sviluppatosi verticalmente è per buona parte mascherato da un muro che potrebbe risalire alla fine del secolo scorso, realizzato nell’ambito di una serie di lavori che permisero la costruzione del primo stabilimento balneare cittadino. La seconda cavità, è la Grotta Azzurra. Un basso passaggio tra il pelo dell’acqua e la roccia porta in una caverna alta circa tre metri . Allargandosi sulla destra, a pochi metri dell’ingresso, c’è una naturale finestra sottomarina che in particolari condizioni dona splendidi effetti luminosi, che hanno dato alla grotta il suggestivo nome di azzurra. Sul fondo, una piccola spiaggetta sabbiosa permette di emergere dall’acqua e godere dello spettacolo luminoso.

Per quanto riguarda la Grotta dell’Arcivescovado, è diffusa nell’opinione popolare la credenza che questa grotta costituisca il punto di fuoriuscita di cunicoli segreti che dal palazzo vescovile portano all’esterno e che nei secoli più travagliati della storia cittadina, abbiano consentito ai prelati polignanesi una facile fuga dalle incursioni nemiche. Nella realtà invece, questa ampia caverna a base grosso modo rettangolare di genesi carsico-marina, non racchiude alcun segreto e l’angusto passaggio che al fondo dell’ambiente ha alimentato questa credenza, diviene dopo pochi metri naturalmente impraticabile.

Le Grotte di Pietro e Paolo hanno assunto nel Catasto degli speleologi lo stesso nome per il fatto si essere molto vicine, anche se tale denominazione non è riconosciuta dai pescatori locali. La grotta numero 1, la più meridionale, è facilmente riconoscibile perché si apre alcuni metri al di sopra del livello del mare ed è caratterizzata da una grande colonna naturale che regola il doppio imbocco della caverna. Adiacente a questa caverna, si apre la singolare Grotta Pietro e Paolo 2. Il suo imbocco si apre proprio a pelo dell’acqua tanto che il mare vi penetra all’interno formando un piccolo bacino poco profondo.                          Una piccola banchina emersa dalle acque percorre il perimetro interno dell’ambiente.

Lungo lo stesso tratto di costa ci imbattiamo nella Grotta Delle Monache.  La tradizione locale vuole che in questa grotta si recassero le suore del vicino ospedale durante la bella stagione estiva, dove, al riparo da sguardi indiscreti, potevano fare il bagno. Inoltre, per consentire un agevole accesso, considerando la falesia a strapiombo, avevano fatto scavare un piccolo cunicolo discendente a gradini che metteva in comunicazione il piano soprastante con il mare. La Grotta delle Monache è costituita da un’unica caverna allungata che scende a gradini verso una piccola spiaggetta.


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